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Tratto da "L'Arena" del 08/02/09 PROTEZIONE CIVILE. Lo scenario ipotizzato prevedeva lo schianto di un aereo su una scuola. Il test è servito a collaudare l’efficienza della macchina dei soccorsi
Alle 8.30 precise di ieri mattina lo schianto di un aereo sulle classi 3 e 4 CE, all’ultimo piano dell’Itis Marconi, che arreca danni anche agli altri tre istituti che ci sono in fianco. Pochi istanti dopo, nell’edificio invaso dal fumo, sono risuonati i tre squilli della campana, segnale d’emergenza, e gli studenti, insieme ai professori, hanno iniziato ad evacuare l’edificio. Alle 8.34 quasi tutti i ragazzi erano raggruppati nel cortile della scuola, in attesa dei soccorsi e delle prime indicazioni. Dentro sono rimasti solo i feriti, e le vittime. A fine giornata il bilancio è drammatico: 12 morti, 10 intossicati, una quarantina di feriti, più e meno gravi.
Lo scenario, così come tutte le operazioni di soccorso che si sono succedute, è stato più che mai realistico e l’impegno e la concitazione delle oltre 300 persone, tra soccorritori, infermieri e medici del 118, poliziotti, vigili del fuoco, volontari della protezione civile erano palpabili. Fortunatamente però si è trattato solo di un’esercitazione, una simulazione studiata nei giorni scorsi per testare l’efficienza dei soccorsi, delle procedure di evacuazione. E soprattutto la sinergia e il lavoro di gruppo di tutte le forze occupate a vario titolo, a far fronte alla catastrofe, seppur solo ipotizzata. La cronistoria della mattinata, soprattutto dei primissimi interventi, è serrata e velocissima. Prima ad arrivare, a sirene spiegate, sul luogo dell’incidente, alle 8.37, è la volante della polizia di pattuglia nella zona. Alle 8.38 è la volta di una macchina dei Carabinieri e qualche istante dopo sul piazzale Guardini ci sono anche i primi mezzi dei Vigili del fuoco; un’autoscala e due macchine. Sono loro a prendere il comando delle operazioni, valutando la gravità e dando il via libera ai soccorritori. Qualche minuto più tardi, i ragazzi vengono fatti allontanare dalla scuola e raggrupparti a distanza di sicurezza, in mezzo al piazzale. I docenti controllano con il foglio presenze compilato la mattina in classe chi c’è e chi invece non si trova, comunicandolo in tempo reale ai soccorritori. All’appello mancano una cinquantina di ragazzi, sono all’interno dell’edificio.
Alcuni morti (per simulare i corpi sono stati usati dei manichini), altri feriti. Quest’ultimi sono ragazzi veri che si sono prestati a collaborare. E, complice l’abile lavoro delle truccatrici della croce Rossa che dalle sette di ieri mattina hanno dipinto sui volti e sui corpi degli studenti ferite sanguinanti, ustioni ed echimosi varie, strappando anche jeans e magliette, l’effetto è del tutto verosimile. Poco prima delle 9 è sul posto anche il comandante dei vigili del fuoco, Adriano Pallone. Alle 9.15 inizia anche l’evacuazione degli altri edifici. E al Fermi, il rischio di una contaminazione tossica dai laboratori di chimica, fa intervenire l’unità Nbcr, nucleare biologico chimico radioattivo, dei vigili del fuoco, che controlla ogni ragazzo che esce dal laboratorio, facendolo passare sotto una doccia di decontaminazione. Nel frattempo, gli infermieri del 118 eseguono una prima valutazione delle condizioni degli studenti rimasti all’interno del Marconi, assicurando al polso di ciascun ferito un cartellino con il colore del codice. I più gravi, immobilizzati sulla tavola spinale e assicurati alla barella vengono fatti calare dalla finestra dai vigili del fuoco. Nell’ospedale da campo e nel Pma, Punto medico avanzato, allestiti nel piazzale, si effettuano gli altri soccorsi. È da li che partono le ambulanze che portano a sirene spiegate ai pronto soccorso. Contemporaneamente, in Prefettura viene allestito il Ccs, Centro coordinamento soccorsi. E oltre al Prefetto Italia Fortunati, vengono allertati anche il Questore Vincenzo Stingone, gli assessori alla protezione civile di Comune e Provincia, Marco Padovani e Lucio Campedelli, che poi raggiungono anche piazzale Guardini per verificare di persona la situazione. Non è ancora tempo di bilanci; per analizzare l’intera operazione è prevista una riunione fra qualche giorno. Ma l’opinione degli addetti ai lavori è che tutto si sia svolto alla perfezione e con una buona sinergia. E la situazione è stata talmente reale e verosimile, che due ragazzi al pronto soccorso ci sono finiti veramente. Uno studente è stato colto da un lieve malore, mentre un altro si è storto una caviglia scendendo le scale mentre usciva dall’edificio insieme ai compagni. Alle 10.45 anche l’ultima classe si è incamminata verso il palazzetto, luogo prefissato per radunare i ragazzi. E alle 11.15 tutti i feriti erano ormai defluiti. Emergenza rientrata.
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